ECCIDIO FEDELE CALVOSA PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI FROSINONE intervista ESCLUSIVA all’unica TESTIMONE OCULARE… Avvenne l’8 novembre 1978 40 anni fa!

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http://www.italia-resistenza.it/eventi-e-news/giorno-della-memoria-delle-vittime-del-terrorismo-e-delle-stragi/

http://www.malitalia.it/2011/12/il-1978-ad-avellino/

Il 9 maggio di ogni anno ricorre dal 2007 l’Istituzione del ”Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice: Legge 4 maggio 2007, n. 56

Mi viene in mente un lontano episodio, accaduto qui a Frosinone.

Ci sono fatti della nostra storia cittadina che hanno lasciato sgomento, incredulità, quando in un giorno qualunque la città di Frosinone divenne teatro di una tragica pagina di storia, l’uccisione del Procuratore della Repubblica Fedele Calvosa e altri due uomini della scorta.

La mattina dell’8 novembre del 1978, vennero trucidati in un agguato alla periferia di Patrica, il Procuratore della Repubblica Fedele Calvosa, e altri due uomini della scorta, Pagliei Giuseppe, 29 anni, agente di custodia e Rossi Luciano, 24 anni, autista dipendente del Ministero della Giustizia.

In memoria del Procuratore, la città gli ha dedicato il Tribunale ed una strada.

Per la prima volta a distanza di 36 anni, parla l’unica testimone che suo malgrado assistette e si trovò sul luogo del massacro.

Parlarne oggi con lei, le sue parole, il suo vissuto, il suo racconto, vuole solo arricchire questo drammatico episodio.

La conosco da una vita, la contatto e accetta di parlarne, anzi, devo dire che rimane un po’ incredula, è la prima volta in assoluto che parla alla stampa, la mia vuole essere una chiacchierata più che intervista.  Il tutto fu deposto agli Atti.

Davanti a 2 tazze di caffè, iniziamo a parlarne.

Cosa ricordi di quella mattina?”

“ Ricordo che era una mattina come tante altre, uscendo da casa per recarmi a scuola, incontrai queste persone, le incontravo spesso in quegli ultimi giorni, nei giorni precedenti ogni mattina li vedevo.

Certo, mai immaginavo cosa stesse per accadere!

Mentre camminavo successe il finimondo…..in un attimo non realizzai, udii dei colpi di mitra alle mie spalle e fu panico per me, camminavo a piedi per andare a prendere la corriera che mi avrebbe condotto in paese.

Mentre sparavano io presa dalla paura mi buttai dentro ad un fosso e mi nascosi, ero terrorizzata, ma comunque inutile nascondersi.

Ricordi con cosa sparavamo e quanti erano?

Certo, spararono usando i mitra ed erano 4 persone, tre uomini ed una donna. Dopo che fu tutto finito ebbi il coraggio di avvicinarmi, erano tutti morti, chi dentro la macchina, chi per terra, chi dentro ad un fosso. Credo che io mi salvai solo per miracolo.

Ma loro, ti videro?

Certo che si, solo che erano troppo impegnati, uno dei terroristi rimase ferito nell’agguato, per soccorrerlo e scappare via credo si dimenticarono di me, anche questo terrorista poi morì.

Ricordi che ora era?

Erano più o meno le otto del mattino, il Procuratore a quell’ora usciva e transitava su quella strada, ed anche io facevo quel tratto a piedi per raggiungere la corriera che mi avrebbe condotta su al paese.

Tu poi cosa facesti da sola in mezzo a quell’inferno, tornasti a casa?

No no, attraversai una traversa successiva da dove ci trovavamo, invece per Patrica, presi la corriera per Ceccano e me andai al mercato, ricordo che era di mercoledì, mi sarei ripresa dallo choc e svagata .

Perché non tornasti a casa invece?

Io non so, credevo di farla franca per non essere andata a scuola, non ce la facevo a sopportare le lezioni in quelle condizioni.

Chi diede l’allarme, lo ricordi?

Si, le forze dell’ordine le chiamò un signore che abitava là vicino.

Quando poi arrivarono il signore disse loro che ci stava pure una uttra, concitato ripeteva in dialetto ciociaro di questa bambina che poco prima aveva visto passare.

Le forze dell’ordine mi cercarono dappertutto, andarono a casa, andarono a cercarmi a scuola, ma a scuola quel giorno non mi vide nessuno.

Si temette che mi avevano preso con loro e portato via, i miei genitori vennero chiamati sul posto di lavoro.

Come se niente e nulla fosse stato, me ne tornai a casa alla solita ora invece la trovai piena di Carabinieri e Polizia, i miei genitori disperati.

Nell’incoscenza dei miei 13 anni pensavo di averla fatta franca, temevo che i miei mi dessero le botte per non essere andata a scuola.

Cambiò qualcosa nella tua vita da quel momento in poi?

Certo che si, cambiò moltissimo e in tutto. Ad esempio mi misero sotto scorta.

Ero stata una testimone di strage di un commando terroristico, il Procuratore Fedele Calvosa fu la vittima prescelta, ed io mio malgrado mi trovai in seguito coinvolta.

Ricordo che cercai di frequentare le lezioni, ma i miei compagni e le loro mamme avevano paura, arrivai un giorno a scuola sotto scorta, con i militari armati di mitra, così dovetti abbandonare.

Rimasi a casa per 2 lunghi anni senza quasi mai uscire, studiavo da privatista, agli esami di licenza media poi venni accompagnata di nuovo nella classe e ancora con questi militari armati.

Venni promossa a pieni voti, per forza, non avevo altro da fare, stavo sempre chiusa in casa e quindi studiavo tantissimo.

I tuoi amici invece, come si comportarono in seguito?

Venni allontanata da quasi tutti, avevano paura, anche se non lo dissero si capì, ero, potevo essere un bersaglio di vendetta, quindi meglio allontanarmi, ovvio che ne soffrii tantissimo, mi sentii esclusa e temuta.

Queste persone da quanto tempo se ricordi, si iniziarono a vedere circolare nella zona?

Credo una settimana prima o poco di più, facevano la ronda, tipo una staffetta studiavano i movimenti e gli orari della vittima, giravano e rigiravano di continuo e tutte le mattine ci incrociavamo.

Il Magistrato abitava dietro casa mia.

Tutto il vicinato vedeva queste nuove facce aggirarsi, ma nessuno mai avrebbe pensato ciò che stava per compiersi, altrimenti sarebbero stati segnalati alle autorità.

Ti fu dato qualche riconoscimento dallo Stato?

No, non mi aspettava nulla, ho avuto protezione e tantissima solidarietà.

Ad esempio ricordo un Magistrato donna che stava a Rebibbia mi rassicurava di continuo, diceva che avrebbe sempre saputo tutto di me, e dove sarai stata io, ci sarebbe stata pure lei.

Invece la moglie di un Magistrato di Aosta mi voleva con lei, voleva farmi trasferire. Tanta solidarietà e lettere anche da parte di mogli che avevano perso il marito in attentati sia di mafia che di terrorismo, addirittura lettere da parte delle suore.

Devo dire che queste manifestazioni di affetto e vicinanza le ricevetti da tutta Italia.

La città dell’Aquila mi diede la cittadinanza onoraria, tutti i processi si tennero a l’Aquila. Questa onoreficienza non so se è sempre valida oppure abbia avuto una scadenza.

Che messaggio oggi ti sentiresti di rivolgere a chi oggi magari dovrebbe testimoniare a questi tipi di processi?

Io oggi lo rifarei di nuovo, non si deve aver paura di testimoniare, solo così ci saranno basi per la vera libertà, è il senso civico che rende onore alle persone.

Sei riuscita a dimenticare?

Assolutamente no, queste cose non si dimenticano mai, non si rimuovono, diciamo che i ricordi, le paure, le sofferenze di quel giorno e dei 2 anni successivi, si attenuano, ecco, ora parlando con te è come fosse accaduto ieri.

La mia vita e quella della mia famiglia ebbe un grande scossone, si dovettero cambiare le abitudini, vivere per tanto tempo attorniati da questi uomini della scorta, non era facile, non fu semplice adattarsi a quella realtà.

Con la Famiglia Di Fedele Calvosa hai avuto contatti?

Si dopo il fattaccio anche da parte loro tanta solidarietà.

Oggi tu cosa fai nella vita?

Oggi sono una persona qualunque sono costretta a fare la casalinga, costretta perché come tu ben sai a 50 anni non è facile avere un lavoro, ho dedicato la mia vita ai figli e alla famiglia, quando potevo lavorare ho cresciuti i figli, è poi ho trovato tutte le porte chiuse.

A gente come noi è viene tolta la dignità, il lavoro per noi ultra quarantenni non esiste.

Ma tu vorresti un lavoro, lo hai mai cercato?

Certo che si, lo cerco da vent’anni, ma mi rendo conto che oramai resta un’utopia.

In che modo vuoi concludere?

Ancora oggi di tanto in tanto mi chiedono ancora, ovvio mi viene chiesto in modo molto vago, la mia mente invece ritorna a qui ricordi quando magari ascolto qualche canzone di quel periodo.

Rilascio questa intervista IN ESCLUSIVA ASSOLUTA dopo 36 anni a Daniela Straccamore per L’Inchiesta quotidiano di Cassino.

Daniela Straccamore

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Don Ermanno D’Onofrio-“Il villaggio della solidarietà”

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Dopo tanti anni di attese la risposta che aspettavamo è arrivata” così esordisce Don Ermanno D’Onofrio, continua entusiasta nel descrivere la gioia provata quando a notte fonda è arrivato l’esito. Il progetto si realizza, “Il villaggio della solidarietà” presto avrà spazi idonei, dal 2009 ne era stata fatta richiesta. La Regione Lazio ha deliberato all’Ater di dare la concessione in uso dell’immobile denominato ex teatro, attigui alla struttura della Fondazione “Il giardino delle Rose Blù” ubicata in V:le Europa 2 a Frosinone. Nella delibera ogoglioso legge il contenuto “Dato atto del notevole valore sociale del progetto presentato dalla fondazione…….. “. Le lettere erano state sempre accompagnate da lettere di appoggio sia da autorità civili e religiose. Entusiasta del risultato anche il Vescovo Mons. Ambrogio Speafico sostenitore in prima linea, subito nella mattinata ha telefonato complimentandosi per l’esito raggiunto. La Diocesi è pronta nel dare una mano nelle opere di Misericordia dove poter migliorare i servizi che già la Fondazione porta avanti, ma anche crearne dei nuovi. Si pensa di fare un servizio accoglienze per chi non ha nulla, tendere una mano agli ultimi, qui in un quartiere già ABBASTANZA DIFFICILE. Da uomo di fede mi colpisce la coincidenza, la risposta è arrivata a cavallo di due date per me non casuali, la notte tra il 4 e 5 ottobre, tra San Francesco e S. Faustina, la Santa della Misericordia. Proprio Ieri sera avevo avuto un incontro con l’Associazione Da.Ma Africa, hanno deciso di abbandonare per un momento il loro progetto e sostenerci con una cena di beneficenza che si terrà il 28 ottobre all’Augusta, ci saranno circa 500 600 persone, si potrà accedere alla cena con biglietti in vendita a 20 euro. Sarà per noi a prima pietra per iniziare questi lavori di ristrutturazione.. Ringrazio la segreteria del Vice Presidente Smeriglio, per l’interessamento sia personale che istituzionale anche il Presidente Nicola Zingaretti ci ha sostenuti. Un grazie va anche alla Consigliera Daniela Bianchi che ha sollecitato il tutto. Il 13 ottobre avremo la visita in sede del Vice Presidente della Regione appunto Speriglio. Un grazie va anche al Commissario straordinario dell’Ater Antonio Ciotoli e al Direttore generale ATER Dott.ssa Nicoletta Paniccia. Grazie al Dott. Capuano (incaricato alla Regione per le Province del Lazio) Senza il loro interesamento forse ancora sarebbe stato tutto incerto. Riconosciuta l’importanza dell’opera, un centro di solidarietà dove ora è solo una struttura cadente e fatiscente. In un opuspocolo abbiamo riportato tutto il trascorso, dalle lettere di appoggio delle Istituzioni, alle foto che man mano abbiamo scattato. Tanti i volontari, ma sempre pochi in base alla necessità, si va dall’abbandono scolastico, al recupero di valori essenziali per la crescita. Vuole essere uno scopo per ridare dignità, “I petali della Misericordia” associato al Villaggio della Solidarietà vorrà essere una casa per chi si trova a combattere anche per le emergenze abitative, gente di Frosinone che dorme in macchina, ci sta chi dorme presso la stazione ferroviaria. Sarà una priorità dare un servizio docce, c’è gente che non sa dove lavarsi, tutto questo non accade lontano da noi, ma accanto a noi…. L’emergenza abitativa è un’altra piaga, troppi ad avere un alloggio Ater senza avere i requisiti, chi aspetta da anni invece continua ad aspettare. Noi faremo di tutto, questo sarà a presto una realtà, serviranno tanti soldi, come al solito ci affideremo alla Misericordia di Dio e alla Divina Provvidenza.

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Don Ermanno D’Onofrio-Il Giardino Delle Rose Blù Onlus

Fondazione Il Giardino Delle Rose Blù Onlus “Alimentiamo la solidarietà”

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Siamo in pieno centro a Frosinone, dove esiste una realtà che vista dal di fuori potrebbe sembrare non reale. Oggi ho un incontro con Don Ermanno D’Onofrio. Quello che più colpisce è il suo operato, da anni ha scelto di stare vicino agli ultimi. In rete ho visto diversi appelli…
Vero, oggi parleremo di uno dei 26 progetti attivi della Fondazione Internazionale “Il Giardino delle Rose Blu” ONLUS, si chiama “Alimentiamo la Solidarietà”. Fino al 2008 la sede della mia associazione si trovava ad Arnara dove io ero parroco, poi è diventata una Fondazione ed attualmente ci troviamo qui in Piazzale Europa, 2. Questo progetto è attivo da oltre 10 anni. Iniziammo a supportare circa 20/30 famiglie all’inizio. Queste famiglie erano di Torrice, Supino, Monte San Giovanni Campano….davamo quel che potevamo, portavamo noi stessi cibi primari che non dovrebbero mai mancare in nessuna casa! Poi abbiamo continuato, il progetto è cresciuto, ed oggi sono davvero molte le famiglie che si rivolgono a noi. Sono iscritte, ovvio, portano tutta la documentazione che attesta la loro condizione reddituale. Prendiamo tutto ciò che diamo dal Banco alimentare di Caserta, sono i famosi aiuti comunitari e inoltre una volta al mese organizziamo una raccolta alimentare nei supermercati della zona.
Quante persone nel presente accedono ai vostri aiuti alimentari?
Ad oggi siamo arrivati a sostenere ben 507 famiglie, in totale 1382 persone, di cui 671 sono maschi, 711 donne e 109 bambini che vanno dai 0 ai 5 anni. Mensilmente diamo dei pacchi viveri, a volte anche frutta e verdura. In questo secondo caso è il circuito della Caritas Diocesana a fornirli tramite i loro donatori. Cerchiamo comunque di dare a tutti pacchi equi. Ad esempio, in questo periodo, diamo anche il pane, benefattori locali ce lo portano e noi lo conserviamo in congelatore.
Cosa contiene il pacco di solito?
Il pacco tipo è formato da pasta, olio, pelati, latte, legumi, zucchero, biscotti, ma vedete? Non sempre si riesce a far fronte alle richieste costanti e sempre più crescenti.
Vero, spesso leggo in rete ripetuti appelli rivolti alla cittadinanza dove con molta umiltà chiedete quasi urlando, ma con grande dignità, che avete bisogno di un certo quantitativo di alimenti per far fronte alle imminenti date del ritiro….
Sappiamo che per un mese ci servono un tot di kg di zucchero e/o altro, sappiamo che le scorte stanno esaurendosi e che non ne abbiamo per tutti. Così ci appelliamo alle persone, alle loro coscienze di madri, di padri, di nonni. Per tutti coloro che si trovano in difficoltà economica, è umiliante non poter dare un piatto di pasta calda, oppure un biscotto ai propri cari.
Come e in che modo raggiungervi per chi magari leggendo ora, vorrebbe darvi una mano portandovi qualcosa?
Abbiamo bisogno di tutto ciò che è conservabile, non cibi freschi che si conservano in frigo e di brevissima scadenza. Il mercoledì è il giorno della distribuzione, mentre il martedì prepariamo il tutto in sede con i nostri volontari. Abbiamo inoltre uno spazio dove ci sono capi di vestiario sempre donati dalla popolazione. Sono indumenti puliti, messi in ordine e chi ne ha bisogno può prenderli. Facciamo anche dei banchi con giocattoli, nessun bimbo ne deve fare a meno, nemmeno i figli degli emarginati della società lavorativa!
Come hanno inizio le giornate della distribuzione tutti i mercoledì?
Inizia la mattina alle 9 con momenti di preghiera, con la lettura del Vangelo da parte mia e con letture del Corano da parte di volontari di fede Islamica. Poi offriamo una colazione per i presenti, sempre affidandoci alla Divina Provvidenza diamo ciò che ci è stato fatto pervenire.
In che modo, ci spieghi.
Il giorno prima riceviamo alimenti appositi per la colazione affinché ci sia un momento di condivisione e aggregazione. Cerchiamo infatti di dare ospitalità nel migliore dei modi, come si usa in tutte le famiglie. Ci consideriamo una grande famiglia allargata, non stiamo lì solo per il pacco viveri. Cerchiamo di dare anche conforto emotivo.
Lei sta portando avanti tantissime iniziative. Mi dica, sembra che il suo sia un operato che va un poco al di fuori dal classico sacerdote che siamo abituati a vedere, come e in che modo ha deciso di voler stare vicino agli ultimi? In un passo del Vangelo Gesù dice, “Mi troverete tra gli ultimi”, scusi per la domanda, non so se pertinente.
Mi fa invece davvero piacere, questo è un versetto del Vangelo di Matteo 25 31 46, è il mio brano preferito, è il brano che ha sempre parlato al mio cuore in cui Gesù dice “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero carcerato e siete venuti a trovarmi in carcere, ero malato e mi avete curato, ero forestiero e mi avete accolto in casa”. Gesù dice “Ogni volta che avete fatto del bene al prossimo, ad un mio fratello, è come se lo avete fatto a me”. Questo è il Vangelo che ha aperto la mia vita, la mia vocazione sacerdotale, il mio incontro con Gesù. Credo fermamente in una chiesa che deve uscire da se stessa, una chiesa che deve andare verso gli ultimi.
Quindi questa domanda è stata consona allora…
Si, mi piace moltissimo, lei ha toccato un aspetto fondamentale del mio ministero.
Vedere tutte opere portate avanti ben 26, non è cosa facile. Ho visto che cercate anche dei volontari, che tipo di volontariato nello specifico?
Assolutamente si, donare il proprio tempo, donare il proprio talento, donare se stessi per aiutare il prossimo non ha prezzo, essere volontari dovrebbe essere una dimensione per tutti. Nelle nostre attività c’è bisogno, ognuno doni, ci doni un pezzetto delle proprie capacità.
Da poco avete disposizione una nuova sede.
Si, questa è stata liberata in quanto c’era la Biblioteca del Liceo Scientifico, ci è stata concessa dall’Amministrazione Provinciale ed è stata inaugurata il 26 giugno. È un posto più grande e accogliente questo, dove poter svolgere il nostro operato in modo più consono.
Cosa vi aspettate nel prossimo futuro?
Mi aspetto un’attenzione maggiore, non dalle Istituzioni, esse sono vicine, tanto è vero che noi abbiamo una lettera, una dichiarazione che attesta che sia il Presidente della Provincia Pompeo, sia il Sindaco Ottaviani, che il Vescovo Spreafico, appoggiano il progetto per la realizzazione del Villaggio della Solidarietà. Nel suo interno ci saranno molte attività da svolgere per il sociale.
Per tornare ai bisogni di chi si rivolge a voi, si sente parlare sempre di poveri, non pensa che magari queste persone siano vittime di una società che li ha resi tali? Non crede che forse questo termine non sia adatto e magari da modificare, chi sono queste persone?
Ha perfettamente ragione. Spesso sono persone che hanno perso il lavoro e non riescono a reinserirsi nel circuito lavorativo, pensionati che hanno un minimo a disposizione per il sostentamento, e guardi, sono prevalentemente italiani. In fondo noi diamo una busta di spesa che di solito si aggira intorno ai 6 o 7 euro. Questo minimo è però di grande sostegno per chi non ha nulla o quasi. Il sistema è sbagliato, non sono povere le persone, è povera la società che non crea i giusti presupposti per dare lavoro, e con il lavoro ridare dignità a chi è ai margini della società. La crisi economica ha portato a questo.17887415_10212518450744383_254288390_o (4)Intevista di: Daniela Straccamore

 

 

 

Giuseppe Buro a “Interviste d’autore” si racconta…

GIUSEPPE BURO

Molti conoscono Giuseppe Buro, altri ovviamente no. Giuseppe devo dire che è pieno di inventiva, scrive, ma fa tantissime altre cose, benvenuto a “Interviste d’autore” a te la parola.
Non tutti sanno cosa ho fatto nella vita, prima di scrivere poesie, ho servito lo Stato,
per 26 anni come Carabiniere, ho girato mezza Italia. L’inventiva non mi è mai mancata, mi sono accorto con il tempo di avere una dote, su ogni parola posso scrivere una poesia.
Vero, confermo, tu dove vivi?
Vivo dove sono nato, a tre km dalla Reggia di Caserta, in un paese che si chiama Casapulla, paese facente parte dell’antica Capua.
Luoghi incantevoli. Vedo un Giuseppe che riesce a fare tante cose contemporaneamente.
Prima la mia provincia si chiamava terra di lavoro, l’ultimo paese era Sora…
Questo non lo sapevo, sai? Quale è la passione che ti coinvolge emotivamente di più al momento?
Strano a Dirsi, mi piace molto la fantascienza, mi piace la Psicologia da sempre, talmente che una mia figlia è una Psicoterapeuta.
Mica tanto strano sai, da te questo ed altro!
Sai che Vittorio De Sica è nato nella mia provincia?
Non è da tutti fare tante cose e farle anche bene sai, si, so che è nato a Sora.
Mi piace leggere e recitare le poesia, da un po di tempo lo faccio.
Si, infatti dedichi molto tempo a questo, leggi le poesie non solo tue, ma anche di amici, me compresa , per radio.
Ti riporto notizie su De Sica…..

Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica (Sora, 7 luglio 1901 – Neuilly-sur-Seine, 13 novembre 1974) è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano. Tra i cineasti più influenti della storia del cinema, è stato inoltre attore di … una cittadina della Regione Campania in provincia di Terra di Lavoro (dal 1927 …Vittorio De Sica – Wikipedia it.wikipedia.org
Mi piaci anche perchè riporti fonti certe di ciò che hai appena affermato, grande Giuseppe!
Le poesie le recito tramire Radio Spreaker….ogni tanto faccio una trasmissione per far conoscere gli amici…
Gestisci tutto tu?
Tutto io, cerco però qualche voce femminile che mi dia una mano.
Questo non lo sapevo, ascolto sempre e solo te, anche a diversi miei versi hai dato voce…
Ho chiesto a parecchi, ma non sono disponibili. Si certo, a tutti leggo, non faccio nessuna selazione.
Devo dire che lo fai in modo molto garbato, dare un’anima a versi non tutti riesconoCome mai non trovi nessuno, strana questa cosa non credi?
Forse non sono capaci di fare la registrazione?
C’è un programma apposito che si scarica, da lì si possono fare tante cose, a me interessa solo la voce in mp3
Ah ecco!
Audacity, si chiama così. La poesia deve essere letta con passione, non sempre con lo stesso ritmo, altrimenti diventa una nenia.
Lo so bene si. Cosa ne pensi, molti tralsciano la punteggiatura. Se non ci sta, non si riesce a dare un tono decente nella declamazione.
Non mi piace, altrimenti come si fa a sapere il pensiero di chi vuole far risaltare una frase?
E già, si crede per errore che non vada più di moda. La scrittura non ha mode.
Io le mie poesie le posto in un sito che tiene molto alla punteggiatura…
Per forza! Al tefefono abbiamo parlato di tanti aspetti della tua vita, di quale vuoi parlarne oggi in modo particolare?
Nella vita ho fatto molti mestieri e so fare tantissime cose….un esempio, ho costruito
una tettoia con il legno lamellare da solo. Imbiancare, lavori di elettricista, mi piace seminare l’orto. Quello a cui tango oggi è la poesia, anche se mi piacerebbe tanto scrivere canzoni, per qualche cantante famoso, mi ritengo un paroliere.
Hai provato a inviare qualcosa a qualcuno?
No, non saprei neanche come fare.
Difficile credo…
Mi rammarico di non conoscere la musica, di non saper suonare.
Non solo tuo questo rammarico. Oggi comunque vieni conosciuto soprattutto x la poesia, cosa è per te e come hai iniziato a scrivere?
E’ un periodo che qualsiasi cosa io scriva, anche un pensiero, ricevo i complimenti da Silvana §Stremiz, gli ho letto delle poesie ed è rimasta entusiasta.
Chi sarebbe?
Una scrittrice e poetessa
Mica solo da lei ricevi complimenti.
Premetto che ho scritto da sempre, altre cose, non poesie, però da una decina di anni ho iniziato con pensieri, poi pian piano, la poesia…
Come nasce una poesia, e cosa è per per te?
Per me da qualsiasi cosa, un bel quadro, una frase, un ricordo lontano o di ieri…
Parlando con le persone, nasce spontanea, non la forzo, non la cerco, avviene sempre per caso.
Quante ne hai scritte fino adesso, ne tieni il conto oppure no?
Non le conto, credo un migliaio. La poesia è lo sfogo dell’anima, è il nostro incoscio che vuole uscire fuori, correre come un bimbo nei prati.
Bella definizione.
A volte anche parlando normalmente mi escono delle frasi ad effetto.
La tua mi piace perchè non usi linguaggi difficili, a volte si leggono troppi ghirigori di paroloni incomprensibili in giro. Io credo che non è bravo chi scrive difficile e di non facile comprensione, ma solo chi riesce a far capire a tutti il concetto.
La poesia deve essere letta, non capita, bisogna entrare nello stato d’animo di chi la scrive, come potremmo farci capire se fosse ermetica?
Infatti vero…Gestisci tanti gruppi.
Uno….e due pagine.
Una domanda voglio fartela, perchè li apri e chiudi di continuo?
Perchè le persone usano i gruppi come discarica, nessuno commenta, tutti vogliono essere lodati, mi incavolo e chiudo.
Ahahah, bella questa!
Ci sono persone che sono in 200 gruppi come fanno? Bho!
Cosa pensi dei concorsi in genere?
I concorsi non mi piacciono a prescindere, se ho partecipato a 3-4 era perchè i promotori erano amici.
Hai pubblicato libri?
Un’ antologia e un solo libro di 50 poesie.
Come mai uno solo, hai tanto nel calderone.
Perchè vogliono sfruttare la situazione, chiedono cose impossibili
Parli di editoria a pagamento?
Si
Un vero mestiere ormai
Sono affaristi e basta.
Giuseppe è molto cattolico, anche tu come altri amici e non, prendesti parte a “Io l’ho incontrato così” Libro su storie vere di conversione. Lì parti di cose molto belle, di cappuccini, di fede e tanto altro. Cosa aggiungere, credo che oggi con la nostra intervista, è venuto fuori soprttutto l’uomo e non l’autore. Fantastico Giuseppe, grazie!!!

Grazie a te.

Daniela Straccamore

Monsignor Lorenzo Loppa

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“Gli adulti riscoprano la confessione, la politica pensi alla famiglia”

PUBBLICAZIONE DEL 24 MAGGIO 2011

Oggi in punta di piedi intervisto Monsignor Lorenzo Loppa, Vescovo della Diocesi di Anagni-Alatri, intervista che è stata subito ben accettata. Cercherò di fare domande che abbiano un interesse generale nella vita di ognuno di noi e sulla Chiesa in genere. Vengo ricevuta ad Anagni nella sede del Palazzo Vescovile.
“La ringrazio per avermi ricevuto e della cortesia. Da quanto tempo è Vescovo, monsignor Loppa, e quante parrocchie ha la sua Diocesi?”
“ Anche non essendo grandissima la Diocesi ha 19 comuni e circa 56 parrocchie. Sono Vescovo da nove anni, dal settembre del 2002. Pur essendoci molti problemi, ho incontrato tante comunità cristiane, tante persone, tante cose belle. Sono convinto che Dio continui a seminare a piene mani con il Suo Spirito, i Suoi doni. Ci sono due modi di vedere la vita dei cristiani e della chiesa. C’è chi si ferma alla superficie e chi, meglio, va più in profondità. In genere, ci si ferma sui grandi eventi, sulle celebrazioni; ma Dio è all’opera ogni momento, in ogni casa, in ogni strada, in ognuno di noi.”
“Forse siamo noi che non ci rendiamo conto della sua esistenza”.
“ Sì, siamo noi a non accorgercene”.
“Monsignore, molte persone dicono che sono cattoliche ma non sono praticanti… cosa vuole dire al riguardo?”
“E’ come se uno stesse in una famiglia e dicesse di condividerne le idee e i progetti, ma poi non si facesse vedere mai. Condivide solo teoricamente certe cose, praticamente non conosce nulla. La comunità più concreta e più vicina alle famiglie è la parrocchia. La parrocchia esiste sul territorio per mettere a contatto le persone con il mistero di Gesù Cristo, con la sua Parola, con i sacramenti in modo tale che lo conoscano di più, che lo amino di più, lo ascoltino di più, lo imitino. Si lascino trasformare per trasformare, poi, gli ambienti e le persone che frequentano. Se uno si priva di un tale rifornimento, come fa ad essere un testimone?”
“Mi viene da chiederle: ci sono molte persone che pur frequentando la messa con regolarità si astengono sia dal sacramento della riconciliazione, ossia la confessione, e di conseguenza dal prendere l’eucarestia, tutto ciò ha un senso?”

“Mi rifaccio al discorso di prima. I sacramenti sono importanti; attraverso la chiesa Dio mette a disposizione degli uomini tutti i sacramenti, a partire dal battesimo, che è la porta di ingresso al mistero di Cristo. Battesimo, Cresima, Eucaristia sono le tappe sacramentali di quella che noi chiamiamo l’iniziazione cristiana.
Anche il sacramento della riconciliazione è importantissimo. Con esso ci mette in grado di ripartire dalla grazia originale. I sacramenti “quotidiani” sono due, riconciliazione e eucaristia. Non possiamo farne a meno ”.
“E’ come prendere in giro il Signore allora…..”.
“Più che prendere in giro Gesù si prende in giro se stessi e non ha nessun valore andare o non andare a Messa”.
“Oggi molti non vanno dal prete a confessarsi, perché dicono che i fatti loro non li vanno a dire al prete, oppure vanno, ma gli dicono solo quello che gli fa comodo. Queste mie domande sono mirate, perché ricorrono forse troppo spesso oggi giorno”.
“La cosa più importante è la sincerità con se stessi oltre che con gli altri e con Dio. Ci sono i segreti sacramentali, le censure e le pene sono salatissime. Ci sono Santi che hanno preferito morire pur di non rivelare ciò che hanno ascoltato in confessione, perché in quel
momento sei davanti a Dio e non davanti al prete. E’ inutile confessarsi se non si è sinceri: se vai al confessionale devi andare fino in fondo”.
“Molti ragazzi dopo la cresima, smettono la frequentazione della chiesa, si sta facendo qualcosa per poterli riavvicinare? Addirittura alcuni si cresimano ad una settimana dal matrimonio, perché non hanno ricevuto questo sacramento. Alcuni prendono la chiesa come un qualcosa di vecchio, di inutile, un vecchiume che non serve. Oggi vogliamo testimoniare invece che è più che mai viva, attuale”.
“Oggi ci siamo accorti che non è più come 30-40 anni fa. L’educazione alla fede dovrebbe venire dalla famiglia, ma non è più così ed è urgentissimo questo richiamo. Ci siamo resi conto che è la parrocchia, la chiesa, ora, che deve ad andare a cercare i giovani. Nei tre anni in cui ho compiuto la Visita pastorale sono stato in tutte le scuole della Diocesi, ho incontrato centinaia di giovani, circa 7000 ragazzi, tra la scuola media e la scuola superiore. Stiamo cercando di formare le nuove generazioni”.
“Quindi si sono fatti dei passi concreti…..”.
“Direi di si. Vede? Io ho insegnato religione per ben 31 anni, sono stato a fianco dei ragazzi, in loro ci sono dei tesori inestimabili, sta a noi ora saperli coltivare. Ad esempio, nell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia ho inviato una lettera ai ragazzi delle scuole con dei messaggi precisi. Troppo spesso ci si lascia trasportare dalle brutte notizie dei telegiornali e dei mezzi di comunicazione, ma non è così la vita. Se fosse tutto negativo, come a volte si vuol far credere, non ci sarebbe speranza, non ci sarebbe futuro. Per una persona che uccide o che ruba ci sono migliaia di altre che fanno il bene, che fanno il loro dovere ogni giorno. Quella per me è la chiesa. Dio lavora anche se non ce ne accorgiamo. Siamo influenzati da queste letture della vita un po’ depressive e catastrofiste, che fanno emergere solo il male, se fosse così il mondo finirebbe in cinque minuti”.
“Un monito, Monsignore, a chi ci governa”.
“ Ai politici voglio dire facciano diventare la famiglia l’unità di misura della vita sociale e politica. E’ la famiglia e non l’individuo che deve essere il metro di misura della distribuzione della ricchezza, dei posti di lavoro e dell’imponibile fiscale”.

Qualche anno fa ho avuto modo di partecipare ad una catechesi di Don Giovanni D’Ercole, oggi Vescovo dell’Aquila. Ultimamente molti preti fanno catechesi, preti che girano il mondo evangelizzando con la parola di Dio e di Gesù. Come vede lei queste catechesi?”
“Non le fanno solo i preti, ma anche i laici. La catechesi è l’approfondimento della fede, la alimenta, la fa crescere. E’ una forma di annuncio. Molti italiani sono rimasti con il catechismo fatto da bambini. La chiesa si raccomanda di spostare l’asse della catechesi dai bambini agli adulti”.
“Spesso nelle nostre chiese sono passati molti di questi evangelizzatori , alcuni anche carismatici, ad esempio P. Michele Vassallo, P. Ludovico, P. Dario Betancurt, P. Roberto Basilico, e molti altri, vedo Monsignore che sono seguitissime”.
“A volte si è quasi digiuni, si è rimasti appunto ad una fede da bambini. Invece in questo modo essa viene alimentata e fatta crescere. Quindi siano benvenuti gli evangelizzatori!”.
“Nel 2009, quando ad Alatri ci fu il campo di evangelizzazione, conobbi Padre Roberto Basilico. Questo frate, mi viene questo termine, è come un catalizzatore di
giovani. Ci si chiede come fa a trascinare a sé tantissimi ragazzi. Ad Assisi ad esempio, ha portato con sé quasi 700 ragazzi da tutta Italia”.
“Padre Roberto lo conosco poco. Ebbi modo di incontrarlo appunto due anni fa nella Concattedrale durante le celebrazioni. Mi auguro che poi non finisca il tutto alla fine del “campo”.
“Qualche anno fa l’abate di Monte Cassino, Dom Vittorelli, in un’intervista disse che ognuno deve essere libero di professare il proprio credo. A volte accade invece che se parliamo apertamente di fede o di credo, veniamo presi per pazzi o per fissati”.
“Ha ragione l’Abate. Ognuno di noi, anche chi dice di non credere, alla fine in qualcosa crede pure. L’ateismo in assoluto penso che non esista”.

Daniela Straccamore

x https://www.facebook.com/linchiesta.quotidiano/?fref=ts

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Massimo Ronco a “Interviste d’autore” si racconta…

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Oggi diamo la parola a Massimo Ronco,

tanti lo conoscono, altri ovvio no, chi è Massimo Ronco? Una tua breve descrizione.

Salve a tutti, sono una persona che adora la Poesia, sono sposato da diversi anni e unisco al mio lavoro questa passione che mi sta dando tantissimo.
Che lavoro svolgi, quale è la tua occupazione?
Sono impiegato in una azienda e inoltre lavoro come istruttore di nuoto, seconda mia passione.
Bene, qundi oltre a scrivere pratichi anche sport.
Si, nuoto a livello agonistico.
Non credo che ci si annoia a casa tua!
No, sono una persona molto iperattiva e non riesco mai a stare fermo.
Perfetto, tu scrivi poesie, ma come ti definisci, poeta, scrittore, autore…
Mi definisco scrittore, non amo essere definito Poeta perché ho sempre pensato che i Poeti non esistono, ma.esiste la Poesia.
Cosa è per te la poesia?
Per me è amore, bellezza, libertà, doni che ci ha dato Dio. Siamo circondati da Poesia, ma purtroppo viviamo in una società ormai troppo superficiale. Dobbiamo tornare a raccogliere fiori, ad ammirare il cielo che ancora ci dona tanto, dobbiamo ascoltare di più il mare che ha da dirci ancora tanto, per cui colui che si definisce poeta non è altro che uno scrittore che ha le capacità di filtrare la Poesia tramutandola in versi.
Vero vero. Ho visto che spesso associ i tuoi versi ai video, come mai?
Si, ho realizzato diversi video poesie che sono presenti sul mio canale di YouTube Massimo Ronco.
Spesso nei video si camuffa la prosa e viceversa, come mai ti piacciono? Solo scritto non andrebbe bene lo stesso?
Be, una composizione accompagnata da immagini a tema e una musica adeguata rendono il lavoro più bello, tra l’altro poi anche la recitazione fa la sua parte no?
Sicuro, da quanti anni scrivi?
Da tantissimi anni, iniziai con semplici versi
A casa che ne pensano? Spesso si dice che chi scrive non ha nulla da fare!
Be, chi scrive per me è un grande pensatore, uno che sa raccogliere. Io dico sempre c’è chi è più bravo a scrivere storie, e chi è più bravo a farla.
Comunque a casa ovviamente sono molto contenti di questa mia passione e mi sostengono, a volte anche con sacrifici economici
Immagino, hai pubblicato libri?
Si, per ora solo una pubblicazione “I racconti del cuore” uscita nel 2009 comunque sono al lavoro per una seconda raccolta
Il preparare una raccolta richiede impegno e sacrificio, ma poi la soddisfazione è tanta.
Se ami una cosa, impegno e sacrificio sono nulla in confronto!
E già! In rete ci sono tantissimi agenti di case editrici, in quanti ti hanno contattato per offrirti una pubblicazione con loro? Sono sempre lì pronti a offrire tipologie di pubblicazioni.
Tantissimi, ma ovvio che io ho sempre detto che c’è un tempo per tutto, una raccolta richiede il tempo giusto.
Due parole verso il loro modo di proporsi.
A me hanno sempre proposto di fare lavori anche insieme ad altri scrittori.
Che significa, risposta poco chiara.
Voglio dire che proposte per fare una raccolta tutta mia non l’ho mai ricevuta, ma ti parlo di proposte per fare raccolte insieme ad altri scrittori
Io intendevo tua. Cosa ne pensi dell’editoria a pagamento?
Penso solo che in molti casi i Poeti servono solo a dare profitti alle case editrici senza un vero tornaconto per gli stessi . Comunque a me personalmente non mi importa più di tanto, per me la Poesia non è un business.
Tanti concorsi in giro, so che tu partecipi spesso, come va di solito? Come e in che modo decidi di partecipare oppure no?
Si, partecipò a tanti concorsi per il semplice motivo che io ritengo che la Poesia debba attraverso questi concorsi o eventi, uscire allo scoperto. Non nascono per ricevere premi o comunque attestati di merito che diano soddisfazione, ma io dico sempre che a vincere non è il Poeta ma la Poesia .per cui che ben vengano. Non ho preferenze spesso decido per puro caso quello che capita.
Noi ci siamo conosciuti lo scorso anno a Cassino, un tuo 3 °posto e un Premio Giuria al nostro Evento Letterario… ti emozionò tantissimo il premio Giuria.
Si molto.
Diversi articoli sulla tua stampa locale della tua regione, dicci due parole per ricordare quell’emozione.
Fui doppiamente contento, primo perché vinse un video davvero emozionante grazie alla voce dell’amico Nino Castorina e alle immagini di Massimo Rotondo che fecero un lavoro stupendo. Secondo motivo è che sono stato felicissimo di aver messo in risalto il dolore dei bambini palestinesi e anche di tutti quei bimbi vittime delle guerre. Il messaggio è arrivato e questo è ciò che per.me contava di più.
Chi non vince ai concorsi spesso capita che magari in seguito ne parlano male e dicono che era già stato tutto deciso a tavolino, noi non sapevamo chi eri, io nemmeno.
Non mi interessa l’opinione degli altri, la Poesia vince sempre a prescindere.
Le classifiche vanno bene per altri contesti. Se altri rimangono delusi per un premio o riconoscimenti mancati è un loro problema.
Visto che ci siamo, non posso non chiedertelo… spendi due parole nei confronti dell’ Evento Letterario Scriviamo vissuto da te da vicino.
Bellissimo Evento, per me è stata occasione per conoscere altri scrittori che conoscevo solo attraverso i social . Sono stato benissimo con gente davvero unica.
Quest’anno non sei tra i primi, comunque stai in classifica
Ho vinto lo stesso, sono felicissimo lo stesso.
Forse ti aspettavi di più?
Io il di più l’ho già avuto dalla Poesia, le classifiche non mi interessano.
Spesso ti lamenti del tua città, perchè, cosa c’è non va che non ti piace?
Si vero, ci sono tantissime cose che non vanno. Vivo in una città dove tutto è difficile, dove la gente non sente e non vede, sai, sono Presidente di una Associazione di legalità, mi rendo conto quanto sia difficile portare avanti i valori della.legalità. .
Questo accade da tutte le parti, è difficile.
Si vero, ma io conosco la mia realtà. Io parlo solo su quello che i miei occhi vedono, non posso giudicare altre realtà.
Io intendo da te.
Sono tante le cose che non mi vanno, è una città dove si parla molto ma si fa pochissimo anche dal punto di vista culturale. Le potenzialità ci stanno tutte, persone in gamba che valgono pure. Si parla, si spettegola ma nessuno fa nulla!
Che dici, chiudiamo questa interessante intervista?
Ok per me va bene, sei stata molto completa e hai fatto domande molto belle . Concludo dicendo ancora grazie a tutti coloro che amano la Poesia perché con la Poesia ci si emoziona tanto e oggi più che mai abbiamo bisogno di emozionarci.
Grazie a te

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Link del video I bambini palestinesi  per chi non lo ha visto https://www.youtube.com/watch?v=iK0S8HrrwXg

Daniela Straccamore

Carlo Zanutto a “Interviste d’autore” Si racconta…

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Oggi ho il piacere di incontrare Carlo Zanutto, autore di poesie e altro,
benvenuto a “Interviste d’autore” Carlo.
Ciao, Daniela, grazie, è un piacere.
Spesso ho letto tue composizioni poetiche, ma tu come definiresti?
Poeta, autore, scrittore…
Mi piacerebbe essere scrittore, uno di quelli veri! Sono un “istintivo” , scrivo quello che arriva.
Da quanto tempo scrivi?
Ho ricordi che vanno ai tempi delle medie, quindi….di lunghissima data.
Sai, quelle cose scritte e “nascoste” sempre con i dubbi se potessero piacere oppure no! Poi nel 2012 il grande passo!
Vero, un dubbio che credo abbiamo avuto un po tutti, come sono andate le cose non appena ti sei rivelato, che cosa è successo nel 2012?
Ho dato, quasi per scherzo, due testi a Fabio, mio giocatore e leader di un gruppo (Malibù) che ne ha fatto due canzoni. Da lì tutta una serie di progetti e l’uscita dal guscio!
Meglio di così come inizio non poteva andare, quindi sei esploso!
Esploso è troppo! Diciamo che ho partecipato a tutta una serie di cose che mai avrei pensato di fare. Tipo salire su un palco a leggere le mie poesie, andare in radio a presentare il mio libro, partecipare ad un programma televisivo…
E ti pare nulla? Per molti anche a distanza di anni non succede nulla di tutto questo….
Beh, nel mio piccolo non posso lamentarmi, mi piacciono le emozioni
Parlaci di te Carlo, come ti descrivi?
Impegnato…forse troppo: lavoro, pallacanestro, poesia. Sono fortunato che la mia famiglia mi segue, Monica, Chiara e Marta hanno molta pazienza!
Sei iperattivo…bravo, unire tutte queste cose mica è facile sai?  E poi, hai a quanto pare la famiglia che ti appoggia o no?
Si, assolutamente. Ultimamente con Monica e il Circolo Marianese di fotografia riusciamo ad unire poesia e fotografia. Monica Chiara e Marta mi seguono spesso nei reading.
E’ una fortuna avere a fianco chi condivide le tue scelte di vita, tu di dove sei

Direi fondamentale, ma anche fonte di ispirazione.
Quasi scontato, ma non sempre è così credimi. Spesso ci si deve difendere da chi ci è vicino! Lei Monica, tua moglie che dice di questa tua passione?
Sono, anche lì un bel “casino”: sono nato a Tripoli, sono cresciuto a Bergamo, mio padre è friulano mia mamma era di origine siciliana. Ora abito a Dalmine. La Monica è sempre il primo critico e, spesso, la prima lettrice ma anche il soggetto. Le mie figlie mi hanno “introdotto” anche a scuola!
A scuola? In che modo, spiegaci.
Hanno parlato con le loro professoresse di italiano e hanno consegnato i libri. Ho proposto dei reading nella giornata della memoria o nella giornata contro il femminicidio.
Andate a buon fine poi?
Vedremo, la Professoressa di Marta sembrava molto interessata. Mi piacerebbe parlare ai giovani perché a volte stupiscono!
Hai perfettamente ragione, dai giovani si impara comunque sempre qualcosa di costruttivo.

Sanno anche ascoltare e imparare
Certamente, tu scrivi solo poesie?
Ho scritto dei racconti brevi “gotici”, ho tanti “inizi” di romanzi e ho un’idea per un romanzo storico. Però, almeno per ora, mi è più facile esprimermi con la poesia
Una cosa alla volta forse è meglio no?
E’ sempre una questione di tempo, si, una cosa per volta direi che è molto meglio.
Molto molto ovvio. Per te cosa è la poesia? Descrivila
Quando descrivo la poesia uso il termine “Lampo”. Questo è per me, non riesco a mettermi con un foglio davanti e scrivere. Succede all’improvviso, di notte, mentre guido, mentre alleno e allora, devo avere da scrivere, guarda, poi non modifico mai quanto scritto.
Di getto quindi, se vuoi scrivere magari non riesci, non ci pensi e arriva il lampo!
Esatto! L’altra sera ero in un ristorante e ho scritto sulla tovaglietta di carta! Meno male che nella borsa di Monica c’è sempre una biro…
Di solito accadono le cose senza neanche rendertene conto,
tu hai avuto qualcuno che ti ha indirizzato o sei riuscito a fare tutto da solo?
Da solo, il primo libro è stato impaginato dal mio amico Borromeo, poi tu mi hai dato una mano per il secondo, Luigi(Cannillo) mi ispira e William(Anighetti) mi rende una persona invidiosa: lui si che scrive! Fabio (Scaccabarossi) mi coinvolge sempre nei suoi concerti!
Che cosa pensi dei concorsi in genere, ne vale la oppure come qualcuno asserisce sono pilotati?
Non capisco certe cose tipo che nessuno mai ti dà un feedback. Mi piacerebbe anche sapere dove vanno le copie dei libri che invio… Poi, come tutto, la nostra libertà è quella di non partecipare…Poi spero sempre nella serietà delle persone!Personalmente partecipo volentieri (dopo qualche anno posso permettermi una cernita) …
Immagino, le copie le tengono loro credo, e spesso ne chiedono abbastanza come numero.
Già, tre, quattro copie…
In un anno a quanti di solito partecipi? Ne hai vinti?
Cinque o sei l’anno poi, magari quelle con solo i testi. Ne ho vinto uno con l’associazione culturale “il paese che non c’è” con in premio la stampa di una raccolta con Feltrinelli (Il mio libro.it) a cui ho dato il titolo “Parole Mie”. Approfitto per ringraziare la Sig.ra Angela Sabella.
Spesso incontro o conosco persone che nonostante coltivano la poesia, hanno timore di dirlo, che consiglio daresti tu a queste persone che in certo modo è come se si vergognassero a farlo sapere?
Mi piace la reazione delle persone che ascoltano o leggono quello che scrivo. E’ vita in una normale vita, è vita, è uscire dall’anonimato far vedere i propri sentimenti, regalarli al mondo e se solo con le mie parole riesco a emozionare gli altri, io sono felice. E questa dovrebbe essere la molla per vincere vergogna, paura. La prima volta che ho letto le mie poesie l’ ho fatto sul palco del concerto del mio amico a 45 anni, un’emozione unica che continua, ogni volta, a mantenermi vivo. Questo dico a quelle persone.
Quindi, inciti a uscire dal guscio del timore
Assolutamente si, già viviamo di problemi e rinunce: io preferisco vivere!
Ottimo consiglio! Che progetti hai imminenti? O su cosa lavorerai in campo letterario per il futuro prossimo.
Allora: il secondo volume di “parole su parole”, una raccolta “gotica” di poesie e racconti e poi ho in mente una raccolta di testi che in questi anni ho pubblicato su facebook. Poi, da qualche parte nel cervello, c’è quel romanzo storico…
Con cosa vuoi concludere, forse vorresti dire qualcosa che non ti ho chiesto?
Non saprei…In questi ultimi anni la poesia mi ha dato una mano mi ha fatto conoscere persone che mi arricchiscono, che mi rendono migliore. Vorrei continuare a scrivere, a leggere, a parlare con le persone. Partecipare, esserci. Lasciare un segno anche minimo, piccolo, su questo mondo.
Hai ragione, lasciare comunque un segno del mostro passato.
E’ stato un piacere Carlo averi con noi
Grazie, spero di poterci incontrare presto.
Anche io, ti aspetto e invito il 28 gennaio..
Sicuro, con immenso piacere!
Ancora grazie, un abbraccio ciao, alla prossima se ci sarà

Daniela Straccamore