LA NOSTRA FAVOLA D’AMORE… scritta dagli autori del gruppo SCRIVIAMO.

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LA NOSTRA FAVOLA D’AMORE

Fatta di albe e di sogni sperati.
Noi insieme da sempre, ogni giorno ci incontriamo per conoscerci.
Non avrai mai fine se penserai che vivrai ogni giorno come fosse l’ultimo…con il cuore
È un verde tappeto d’erba fiorito.
Cuore mio. Mai avrà fine la gioia di stare insieme…Micetti ballerini ci chiamavano quando mano nella mano andavamo incontro all’ultimo raggio di sole.

Ora che sei nell’eterno amore suona per me la musica del cuore.
Ci chiamavano GIULIETTA E ROMEO…PERCHÈ STAVAMO SEMPRE INSIEME.
Può essere favola all’infinito se uniti da un filo di rispetto reciproco, da comprensioni e complicità, di voglia di guardarci ancora negli occhi nel futuro.
Innamorarsi ogni giorno come la prima volta
È una favola solo quando si sogna ma quando apro gli occhi è vedo la vita quotidiana che corre non riesco a curare il nostro amore come quando sogno una favola.
Sono Viva con te. Sei la certezza di oggi ,la mano che ho sognato per anni, che mi accompagna, mi guida, in un cammino nuovo .
Che sognavamo, mai ci sposammo.
Amai la profondità dei tuoi occhi, mi colpì il tuo candore, il tuo sorriso donava gioia al cuor mi… Eri vita! Il nostro viverci era una melodia dell’anima.. Un impeto di tempestose emozioni, il nostro amore ci inebriava. La nostra favola arrivo’ nell’infinito cielo.
Tutto è iniziato da una frase, l’immenso è meno immenso di te.
È incominciata dall’incrociarsi dei nostri sguardi che mai si sono distratti lungo questa strada tortuosa chiamata “vita”
Cercavo una spalla, un porto ove approdare per ammirare per sempre il mare, l’azzurro dei tuoi occhi!
La nostra favola d’amore mai finirà, per sempre la tua mano nella mia sarà. Come un tempo in alto voleremo, dolce amore mio.
Il nostro amore un mare di lapislazzuli, forgiato fra creste di neve e onde marine., Conchiglie imbrigliate di suoni di un amore vissuto. Noi due gabbiani nel cielo infinito.
La nostra favola d’amore s’è dimostrata un miraggio, una chimera, ma non per l’affezionarsi, piuttosto per la paura di legarsi; proprio quando l’affezionarsi stava diventando reciproca certezza. Bisogna avere coraggio ed ambizione per affezionarsi, visto che è un salto nel buio.
Una favola eterna e costante.
Una favola d’amore iniziata con due sguardi che si incrociano e non si sono più lasciati
…perché la nostra favola non viva di un “c’era una volta” ma di preziosi istanti che dipingon di speranza il futuro insieme…con sincero amore.
Cominciata per gioco continua, colma d’amore e passione.
A volte facendoci perdere completamente la ragione.
Domani è il cielo e noi voleremo alti.
Sì eleva verso mondi di passione nel riverbero dei nostri cuori in uno spasmo infinito.
Su una tela bianca vorrei scrivere con i colori del nostro amore.
Una favola bellissima che assomiglia ad un sogno, Il nostro sogno.
Fu un fuoco di paglia e nulla più
Finì al chiudersi del sipario.
La nostra favola d’amore, un sogno sognato e vissuto ben oltre gli apparenti limiti della vita:tu vivi con me ed in me… e la favola continua…
…una commedia tragicomica..che dura da quasi cinquant’anni..
L’amore è un terno (che ti lascia) secco.
Sono io l’amore tuo? Allora dimmelo, dimmelo.
…ci teniamo per mano e i nostri baci di sale e di pane sono poesia che rendono infinita una storia d’amore…
Questa storia continuerà a profumare d’amore…e come la candela della vita, piano piano si consumerà e un soffio di vento la spegnerà per regalarci l’amore senza tempo..
Accumulavo dei pensieri dolci, i tuoi occhi che sfociavano dignità e la linfa mi spingeva al cuore tuo.
Amore, preludio ed estasi di noi, due essenze che si cercano, che si vogliono, sole e luna nell’intreccio di sguardi, di mani, di pelle…
In quel magico sogno, iniziato fra lucenti stelle
Tu, uomo appassionato e sensibile, mi cerchi, ti cerco, per vivere insieme una favola d’amore tra realtà e sogno, ricca di emozioni travolgenti :io penso che sia amore il nostro.
La favola è finita quando il principe azzurro è caduto da cavallo…. è finito purtroppo in una putrida pozzanghera. Puzzava così tanto che la povera principessa è dovuta fuggire.
Le belle favole finiscono, ma io attendo e un giorno ti raggiungerò.
Le nostre mani si sfiorano, ma sono le nostre anime a toccarsi.
…chissà perchè stasera…ho gli occhi bagnati…di luna..
Non ricordi più chi sono e oggi mi hai detto …TI AMO…
La nostra favola d’amore si assapora attraverso i baci nei brividi dei nostri cuori che scoppiano sulla pelle…
La nostra favola d’amore in riva al mare fatta di soli puri sguardi verso l’orizzonte….
e già resterà per sempre una favola. A volte un amore lo costruiamo solo nei pensieri, ecco perchè resterai soltanto la mia favola.

SCRITTO DA:
Maria Rosa Oneto, Piera Pistilli, Corrado de Bari, Carmela Milena D’Antuono, Oriana Sandrin D’Ascenzi, Maria Rosa Di Donna, Rosetta Amoroso, Erika Broccoli, Giuseppe Genovese, MareRosalba Mandalà, Opramolla Roberto, Carmela Principe, Gianni Detommaso, Domenico Giordano, Marinella Manca, Michelina Giannitelli, Matilde D’amore, Raffaele Bramble Rovinelli, Francesco Troyli, Biolcati Daniela, Cinzia Zottino, Lorenza Zanoni, Antonio Sapienza, Paolo Cordaro, Anna Nardelli, Maria Antonietta Doglio, Carmela Rossello, Emanuela Gentilini, Luciano Radi, Mimma Pascazio, Silvana Cenciarelli, Guido Rojetti, Maria Vittoria Spinoso, Nadia Pascucci, Antonio Pascucci, Cono Caranna, Rosella Lubrano, Stefania Guzzetti, Gabriella Cozzani, Lucia Brogi, Andrieina Telesca, Fusto Marseglia, Paolo Bernardi, Anna Rachele Ranieri, Rossana Angeli, Angy Taggi, Daniela Straccamore

link del gruppo https://www.facebook.com/groups/769988889714744/

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A cura di: Daniela Straccamore

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NON DOVEVA FINIR COSI’…

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Questi versi sono stati scritti a più mani da parte degli autori iscritti al gruppo facebook Scriviamo, il titolo era “Non doveva finir così” ognuno ha aggiunto una frase cercando di dare seguito alla frase precedente. Queste composizioni piacciono molto agli iscritti, questa volta oltre alla pubblicazione sul Blog, la redazione li premia portandoli tutti in pagina

NON DOVEVA FINIR COSI’…
Non avrei voluto finisse così, ma il destino ha deciso che quella fosse l’unica strada possibile per amarci per sempre.
Non doveva finire così, mi dispiace, sarebbe potuta diventare una storia importante.
Chiudo gli occhi e ti rivedo, rivivo l’emozione del nostro incontro. I tuoi occhi neri lucenti persi nei miei, il parlare con voce fioca, no, non doveva finire così.
No, non doveva finire così.
Non doveva rubare la luce dei miei occhi il mio sorriso la mia voglia di vivere. No, non doveva finire così! Ma non c’è limite alla speranza, finché si ama, ed io ti amo, amore mio. Non doveva finire così bastava l’Eterno.
Non doveva finir così….ne conservo un ricordo profondo che mi ha fatto maturare tantissimo.
Non doveva finir cosi, o forse non e’ mai finita. Ricordi quando ci davamo appuntamento con il pensiero?Oggi come allora.
Non doveva finire cosi’ sarebbe stato meglio non fosse mai cominciato
Non doveva finire così secondo i comunisti ma per fortuna l’Italia è tornata agli italiani
Non doveva finir cosi…forse perché il cuore non.aveva mai fatto i conti con una vagabonda e leggiadra mente …
Non doveva finire così, dopo tutto quello che ci siamo detti, vedere tutto ridotto ad una nuvola di fumo, quanto è crudele tutto ciò, morirò di dolore.
Non doveva finire così, ma ti porterò comunque nel cuore e aspetterò quella vita in cui le nostre mani non si lasceranno mai.
Non doveva finire così, è stato troppo il tuo pensiero per me, non lo dovevi fare!
La mia felicità eri tu che ogni sera mi venivi a cercare in quella casa vicino al mare, non dovevi far smettere il tuo cuore di pulsare.. Non dovevi per me.
Non doveva finir così, ma dalle ceneri la Fenice rinasce con un “Sì!”
Non doveva finire cosi, ma finire cosi, ci rese liberi
Non sarebbe mai dovuto cominciare….
Con la sabbia tra i capelli e le lacrime che mi ombravano il viso come un velo da sposa.
Non doveva finir così, non doveva incominciare un amore tormentato già dal primo nostro bacio.
Non doveva finir così, il mio cuore non si dà pace e ti cerca ancora.
Eravamo naviganti dello stesso mare, fiori dello stesso giardino, come hai potuto voltarmi le spalle, no non doveva finire così…
Dei fili dorati appesi al cielo legati e sciolti ..vite spezzate ..no non doveva finire cosi’
Nel silenzio e nell’indifferenza di chi era accanto e non ci vedeva.
…..ma non tutte le strade sono piane, per noi era cominciata una salita!
Non doveva finire così! Eppure sono bastati pochi attimi di puro nervosismo per buttare alle ortiche il.nostro progetto.
Eppur le ortiche urticano assai , ma dopo cotti son morbidi e gustosi , e così è la vita bisogna seminare bene per raccoglierne i frutti buoni.
Mai sogno più bello, venne a inebriare la mia notte; l’ Eden con i suoi sapori, colori e odori, li respiravamo insieme e sospesi danzavamo, su note d’amore! Pensavo fosse l’eternità, ma…..il lacerante suono della sveglia, ruppe l’ incanto! Nooooo, non doveva finire così!!!
Non doveva finir cosi, ma nel cuor mio già sapevo che non saresti mai stato mio.
Non doveva finir così ma nuovi momenti e nuovi istanti odoreranno comunque d’eternitá
Non c è stato tempo per farti vedere quanto bello fosse il mondo.
Non doveva finir così, ma forse non è ancora finita ed io combatterò contro tutti, fino a quanto avrò la forza per farlo.
Non finirà cosi perche` nulla finisce.
Torna ancora a sussurrarmi ti amo, ad accarezzami il viso, a sfiorarmi le labbra. Il nostro amore non puo’ finire cosi’ come una foglia in balìa del vento.
Non doveva finir così, improvviso, come la notte all’alba!!!
Ci siamo detti addio pur amandoci ancora, sembrava facile il distacco ma pesa ogni giorno di più..sappiamo di mancarci, di volerci, di desiderarci.
Addio..
Da quando te ne sei andato nulla più è poesia, le dolci frasi d’amore sfiorano la mia mente ma quella pagina rimane vuota come resta vuota la mia anima senza te!
Ti ho guardato, ti ho amato ho cercato di raggiungere il tuo cuore ed entrare nell’anima tua, ma nel pianto mi hai abbandonato.
No, non doveva finire così: non dovevi volare nell’azzurro cielo lasciandomi qui, sola, ad affrontare un mondo violento, indifferente, individualista, in cui non mi ritrovo….Unica consolazione il “sentirti”, comunque, sempre a me accanto, dolce angelo mio!
Non doveva finire così all’improvviso, senza uno sguardo, una parola, una spiegazione che potesse farmi distinguere la realtà dal sogno.
Non doveva finir così….

Angela MallimoSara GravanteMichelina GiannitelliOriana Sandrin D’AscenziMaria Rosa OnetoAnnalisa SimonteDaniela Straccamore, Luciano Radii, Robert Moll, Cinzia ZottinoCarmela RosselloAnnamaria Lamantia, Anna Mazzara, Lory SalvatiEmanuela Gentilini, Vera Barbonetti, Maria Antonietta DoglioDomenico GiordanoRosella LubranoMarinella Manca, Silvana Gallia,Francesco TroyliConcetta SciarrettaMarianeve CascielloRosetta AmorosoAntonella Seminara,Mariarosaria MorraCarmen De MatteisErika BroccoliRuggiero RosaDamiano MitoloRosa D’agostinoEmanuela NoceraSilvana Cenciarelli,Sabrina ToloMaria Bianca CarannaAnna Nardelli,Mimma Pascazio Gabriella CozzaniMaria Vittoria SpinosoStraccamore Daniela Due

ECCIDIO FEDELE CALVOSA PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI FROSINONE intervista ESCLUSIVA all’unica TESTIMONE OCULARE… Avvenne l’8 novembre 1978 40 anni fa!

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http://www.italia-resistenza.it/eventi-e-news/giorno-della-memoria-delle-vittime-del-terrorismo-e-delle-stragi/

http://www.malitalia.it/2011/12/il-1978-ad-avellino/

Il 9 maggio di ogni anno ricorre dal 2007 l’Istituzione del ”Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice: Legge 4 maggio 2007, n. 56

Mi viene in mente un lontano episodio, accaduto qui a Frosinone.

Ci sono fatti della nostra storia cittadina che hanno lasciato sgomento, incredulità, quando in un giorno qualunque la città di Frosinone divenne teatro di una tragica pagina di storia, l’uccisione del Procuratore della Repubblica Fedele Calvosa e altri due uomini della scorta.

La mattina dell’8 novembre del 1978, vennero trucidati in un agguato alla periferia di Patrica, il Procuratore della Repubblica Fedele Calvosa, e altri due uomini della scorta, Pagliei Giuseppe, 29 anni, agente di custodia e Rossi Luciano, 24 anni, autista dipendente del Ministero della Giustizia.

In memoria del Procuratore, la città gli ha dedicato il Tribunale ed una strada.

Per la prima volta a distanza di 36 anni, parla l’unica testimone che suo malgrado assistette e si trovò sul luogo del massacro.

Parlarne oggi con lei, le sue parole, il suo vissuto, il suo racconto, vuole solo arricchire questo drammatico episodio.

La conosco da una vita, la contatto e accetta di parlarne, anzi, devo dire che rimane un po’ incredula, è la prima volta in assoluto che parla alla stampa, la mia vuole essere una chiacchierata più che intervista.  Il tutto fu deposto agli Atti.

Davanti a 2 tazze di caffè, iniziamo a parlarne.

Cosa ricordi di quella mattina?”

“ Ricordo che era una mattina come tante altre, uscendo da casa per recarmi a scuola, incontrai queste persone, le incontravo spesso in quegli ultimi giorni, nei giorni precedenti ogni mattina li vedevo.

Certo, mai immaginavo cosa stesse per accadere!

Mentre camminavo successe il finimondo…..in un attimo non realizzai, udii dei colpi di mitra alle mie spalle e fu panico per me, camminavo a piedi per andare a prendere la corriera che mi avrebbe condotto in paese.

Mentre sparavano io presa dalla paura mi buttai dentro ad un fosso e mi nascosi, ero terrorizzata, ma comunque inutile nascondersi.

Ricordi con cosa sparavamo e quanti erano?

Certo, spararono usando i mitra ed erano 4 persone, tre uomini ed una donna. Dopo che fu tutto finito ebbi il coraggio di avvicinarmi, erano tutti morti, chi dentro la macchina, chi per terra, chi dentro ad un fosso. Credo che io mi salvai solo per miracolo.

Ma loro, ti videro?

Certo che si, solo che erano troppo impegnati, uno dei terroristi rimase ferito nell’agguato, per soccorrerlo e scappare via credo si dimenticarono di me, anche questo terrorista poi morì.

Ricordi che ora era?

Erano più o meno le otto del mattino, il Procuratore a quell’ora usciva e transitava su quella strada, ed anche io facevo quel tratto a piedi per raggiungere la corriera che mi avrebbe condotta su al paese.

Tu poi cosa facesti da sola in mezzo a quell’inferno, tornasti a casa?

No no, attraversai una traversa successiva da dove ci trovavamo, invece per Patrica, presi la corriera per Ceccano e me andai al mercato, ricordo che era di mercoledì, mi sarei ripresa dallo choc e svagata .

Perché non tornasti a casa invece?

Io non so, credevo di farla franca per non essere andata a scuola, non ce la facevo a sopportare le lezioni in quelle condizioni.

Chi diede l’allarme, lo ricordi?

Si, le forze dell’ordine le chiamò un signore che abitava là vicino.

Quando poi arrivarono il signore disse loro che ci stava pure una uttra, concitato ripeteva in dialetto ciociaro di questa bambina che poco prima aveva visto passare.

Le forze dell’ordine mi cercarono dappertutto, andarono a casa, andarono a cercarmi a scuola, ma a scuola quel giorno non mi vide nessuno.

Si temette che mi avevano preso con loro e portato via, i miei genitori vennero chiamati sul posto di lavoro.

Come se niente e nulla fosse stato, me ne tornai a casa alla solita ora invece la trovai piena di Carabinieri e Polizia, i miei genitori disperati.

Nell’incoscenza dei miei 13 anni pensavo di averla fatta franca, temevo che i miei mi dessero le botte per non essere andata a scuola.

Cambiò qualcosa nella tua vita da quel momento in poi?

Certo che si, cambiò moltissimo e in tutto. Ad esempio mi misero sotto scorta.

Ero stata una testimone di strage di un commando terroristico, il Procuratore Fedele Calvosa fu la vittima prescelta, ed io mio malgrado mi trovai in seguito coinvolta.

Ricordo che cercai di frequentare le lezioni, ma i miei compagni e le loro mamme avevano paura, arrivai un giorno a scuola sotto scorta, con i militari armati di mitra, così dovetti abbandonare.

Rimasi a casa per 2 lunghi anni senza quasi mai uscire, studiavo da privatista, agli esami di licenza media poi venni accompagnata di nuovo nella classe e ancora con questi militari armati.

Venni promossa a pieni voti, per forza, non avevo altro da fare, stavo sempre chiusa in casa e quindi studiavo tantissimo.

I tuoi amici invece, come si comportarono in seguito?

Venni allontanata da quasi tutti, avevano paura, anche se non lo dissero si capì, ero, potevo essere un bersaglio di vendetta, quindi meglio allontanarmi, ovvio che ne soffrii tantissimo, mi sentii esclusa e temuta.

Queste persone da quanto tempo se ricordi, si iniziarono a vedere circolare nella zona?

Credo una settimana prima o poco di più, facevano la ronda, tipo una staffetta studiavano i movimenti e gli orari della vittima, giravano e rigiravano di continuo e tutte le mattine ci incrociavamo.

Il Magistrato abitava dietro casa mia.

Tutto il vicinato vedeva queste nuove facce aggirarsi, ma nessuno mai avrebbe pensato ciò che stava per compiersi, altrimenti sarebbero stati segnalati alle autorità.

Ti fu dato qualche riconoscimento dallo Stato?

No, non mi aspettava nulla, ho avuto protezione e tantissima solidarietà.

Ad esempio ricordo un Magistrato donna che stava a Rebibbia mi rassicurava di continuo, diceva che avrebbe sempre saputo tutto di me, e dove sarai stata io, ci sarebbe stata pure lei.

Invece la moglie di un Magistrato di Aosta mi voleva con lei, voleva farmi trasferire. Tanta solidarietà e lettere anche da parte di mogli che avevano perso il marito in attentati sia di mafia che di terrorismo, addirittura lettere da parte delle suore.

Devo dire che queste manifestazioni di affetto e vicinanza le ricevetti da tutta Italia.

La città dell’Aquila mi diede la cittadinanza onoraria, tutti i processi si tennero a l’Aquila. Questa onoreficienza non so se è sempre valida oppure abbia avuto una scadenza.

Che messaggio oggi ti sentiresti di rivolgere a chi oggi magari dovrebbe testimoniare a questi tipi di processi?

Io oggi lo rifarei di nuovo, non si deve aver paura di testimoniare, solo così ci saranno basi per la vera libertà, è il senso civico che rende onore alle persone.

Sei riuscita a dimenticare?

Assolutamente no, queste cose non si dimenticano mai, non si rimuovono, diciamo che i ricordi, le paure, le sofferenze di quel giorno e dei 2 anni successivi, si attenuano, ecco, ora parlando con te è come fosse accaduto ieri.

La mia vita e quella della mia famiglia ebbe un grande scossone, si dovettero cambiare le abitudini, vivere per tanto tempo attorniati da questi uomini della scorta, non era facile, non fu semplice adattarsi a quella realtà.

Con la Famiglia Di Fedele Calvosa hai avuto contatti?

Si dopo il fattaccio anche da parte loro tanta solidarietà.

Oggi tu cosa fai nella vita?

Oggi sono una persona qualunque sono costretta a fare la casalinga, costretta perché come tu ben sai a 50 anni non è facile avere un lavoro, ho dedicato la mia vita ai figli e alla famiglia, quando potevo lavorare ho cresciuti i figli, è poi ho trovato tutte le porte chiuse.

A gente come noi è viene tolta la dignità, il lavoro per noi ultra quarantenni non esiste.

Ma tu vorresti un lavoro, lo hai mai cercato?

Certo che si, lo cerco da vent’anni, ma mi rendo conto che oramai resta un’utopia.

In che modo vuoi concludere?

Ancora oggi di tanto in tanto mi chiedono ancora, ovvio mi viene chiesto in modo molto vago, la mia mente invece ritorna a qui ricordi quando magari ascolto qualche canzone di quel periodo.

Rilascio questa intervista IN ESCLUSIVA ASSOLUTA dopo 36 anni a Daniela Straccamore per L’Inchiesta quotidiano di Cassino.

Daniela Straccamore

ANTONIO PASCUCCI -Vurria-

VURRIA

Vurria èssere sole
pe’ scarfà ‘o core
d’’e nnammurate
ca pe’ nu capriccio
se so’ raffreddate.

Vurria èssere luna
p’assapurà
tutte chell’emozione
ca dinto ‘e recchie
le ciuciuleiano ‘e nnammurate.

Vurria èssere mare
pe’ enchiere ‘o munno
cu ‘o ssale d’’a vita,
e comm’’a na stella cadente
esaudì ‘e desideri d’’e nnammurate.

Vurria essere ammore
p’amà e èssere amato,
e cu ll’essenza d’ammore…
mprufumà ‘o core
‘e chi nun sape cchiù amà.

ANTONIO PASCUCCI

@agosto 2018

 

ANTONIO PASCUCCI

 

LUIGIA DI SABATINO -Requiem aeternam-

Requiem aeternam

Quando scenderà la notte nei miei occhi
non disperate, non bagnate i vostri visi
dalle lacrime di dolore, invece, siate lieti
e rallegratevi, nell’ avermi amata e conosciuta.

Quando scenderà la notte nei miei occhi
non sperperate fiori, desidero solo preghiere
per alleviare ogni mio peccato, da questo mondo
tanto amato, e, ve ne sarò grata.

Quando scenderà la notte nei miei occhi
riposerò serena in quel luogo eterno
dove tutto tace e profuma di pace.
Ricordate di me, ogni cosa bella
e, quelle brutte perdonatele.

Quando scenderà la notte nei miei occhi
non sentitevi abbandonati
sarò con voi in ogni stella, che brillerà
più luminosa nel cielo infinito.
E, quando la notte riposate, sarò accanto a voi
a voi, che mi avete amata.

Nessuno mi vedrà, nessuno più mi toccherà
sarò il vostro angelo che vi proteggerà .
Se un brivido percorrerà nei vostri corpi
non abbiate paura, è, il mio spirito che vi sta accarezzando.

Quando la notte scenderà nei miei occhi
Riposerò nella pace, tra le braccia di Dio.

Luigia Di Sabatino ©
Pensiero personale © …… ( IN ) 1/08/ 2018

 

LUIGIA DI SABATINO